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Louvre di Parigi
Maestà

Cimabue: Maestą

Maestą: anno 1280 ca
Tipologia: Dipinto, Tempera su tavola
Misure: 427 x 280 cm
Nelle collezioni dal 1814
Locazione: Louvre

L'opera, una solenne pala d'altare, coostituisce una delle più significative testimonianze della pittura occidentale del XIII secolo presenti al Louvre e, come la tavola di Giotto intitolata San Francesco riceve le stimmate, proviene dalla chiesa di San Francesco a Pisa. Entrambe furono portate in Francia da Napoleone nel 1811 e quindi acquisite dal museo con il proposito di farne un caposaldo della collezione dei 'primitivi' italiani. Si tratta inoltre di una delle più importanti opere del non vasto corpus di Cimabue e documenta in maniera esemplare il rinnovamento di cui il maestro fiorentino si fa interprete. Recuperando la matrice classica della cultura bizantina, Cimabue perviene a un più robusto senso del volume e a una più viva adesione a una realtà più presente e umana. Nello spazio illimitato e sovrannaturale del fondo oro, emerge in tutta la sua concretezza il possente trono ligneo, disposto obliquamente a determinare la profondità della composizione, segnalata dai piani del gradino e del sedile e ritmata dalle tre coppie simmetriche di angeli, che con le loro mani adunche afferrano saldamente le colonnine finemente decorate. Avvolti in panneggì leggeri e preziosi, partecipano al sentimento pacato e dolce che anima il volto della Madonna, anch'essa avviluppata in un manto a pieghe falcate, e quasi sospesa sul trono. La raffinata partitura degli accordi cromatici, con l'alternarsi sapientemente bilanciato di toni scuri e chiari, opachi e trasparenti, accresce ulteriormente l'elegante equilibrio dell'insieme.