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Louvre di Parigi
Maestà

San Luigi di Francia con un paggio

El Greco: anno 1586-1596 ca
Tipologia: Dipinto, Olio su tela
Misure: 129 x 97 cm
Nelle collezioni dal 1932, dono
Locazione: Louvre

Si situa nel momento più maturo e completo dell'attività dell'artista di origine greca, quando il patrimonio figurativo e stilistico appreso in Italia si era fuso nella sua pittura con il mondo formale tardo gotico conosciuto a Toledo, dopo il suo arrivo nel 1577. El Greco aveva quindi raggiunto quella che è stata definita una concezione antinaturalistica o addirittura sovrannaturale che, anche in una raffigurazione limitata come il ritratto, riesce a investire l'immagine di un significato profondamente spirituale, liberandolo da ogni riferimento all'esistenza contingente. Tale risultato è raggiunto sovvertendo palesemente ogni legge geometrica o prospettica o di gravità e ignorando ogni canone proporzionale. L'enorme spalla e il braccio proteso a sinistra portano in avanti tutto il peso della figura maggiore, posta in diagonale, mentre il paggio appare senza peso e senza rilievo, come un'inserzione puramente esornativa in una composizione che rifiuta qualsiasi intenzione simmetrica o tettonica. Manca ogni accento ambientale e la colonna, lievitante sull'altissimo basamento, non è riferibile ad alcuna struttura reale ma serve solo ad assecondare lo slitta mento delle figure verso il primo piano.

Il dipinto è idealizzato e, al tempo steso, dettagliato. La corona è un emblema araldico che fin dal medioevo qualificava il culto dei santi di stirpe reale. L'identificazione del monarca com san Luigi di Francia non sarebbe tuttavia possibile senza l'attributo del giglio che compare sulla corona e sullo scettro.

Nell'azzenza di spazio, nel silenzio vuoto del fondo scuro, il colore e la luce scintillano, respirano, investono di sè ogni elemento saliente, componendo una visione al di fuori della realtà, della storia e perfino dell'intenzione, allusiva o significante, del soggetto prescelto e presentato.

Il santo è immaginato come un contemporaneo del Greco, un uomo snello e nervoso, e il paggio ha le fattezze del figlio dell'artista, Jorge Manuel. Anche l'armatura è contemporanea, ma per il resto è raffigurato come il santo patrono che trecento anni prima aveva inaugurato con le sue opere di misericordia l'ideale del monarca caritatevole ancora valido ai temp del Greco.